| Editoriali di Don Adriano | 2012
Maggio 2012 | In preghiera con Maria

Carissimi,
in questo mese mariano vogliamo meditare, pregando il santo Rosario, le meraviglie operate dal Signore per la salvezza di tutta l’umanità.

Oggi, nel nostro mondo sociale, politico, familiare, del lavoro e della scuola si parla molto di “crisi di valori”. Ma, chiediamoci: noi che cosa facciamo per salvaguardarli?

Fissiamo la nostra attenzione a Maria, Madre della Chiesa e di ciascuno di noi, Regina della pace, Salute dei malati; cerchiamo di cogliere i valori, il suo stile di vita semplice e umile che l’hanno resa una “perfetta cristiana”. Maria è la donna ricca di valori importanti: il valore della vita, della carità esercitata con umiltà e gioia, della lode, della preghiera, dell’amore alla famiglia, della forza nella provata sofferenza. Pertanto, ispirandoci a Maria come modello di vita è importante assumere un comportamento stabile, forte anche di fronte alle difficoltà; dobbiamo essere capaci di scegliere i valori fondamentali che danno energia alla vita; essere concreti e determinati; meditare costantemente la Parola di Dio e lasciarci da essa guidare e illuminare.

La grande forza che animava la vita di Maria era Cristo Gesú, Uomo dell’amore, della bontà, della tenerezza, della misericordia, del perdono. Cristo Signore è il sommo valore da cui sono derivati i comportamenti della Vergine benedetta.

Maria è colei che ci porta direttamente a Cristo nostro Signore.

Maria è Madre di tutte le creature, è Colei che con il suo cuore materno è attenta e sensibile alle sofferenze che travagliano la vita dell’uomo. Maria è la serva di Dio, fonte di amore, di misericordia e di grazia. È la madre di chi ascolta la Parola di Dio (cf Matteo 12, 45-50; Marco 3, 34). È la Donna della semplicità: sì, Maria rimane la creatura della semplicità, la sua vita rimane inosservata; non è stata complicata dalla Parola di Dio, ma semplificata, colmata di gioia e di grazia. In lei la Parola di Dio, la preghiera e la contemplazione diventano luce, certezza, speranza, pace; diventano beatitudine.

Noi abbiamo bisogno di vivere così per essere di esempio nel mondo di oggi, molto complicato, problematico, angosciato, torbido, pieno di fermenti negativi; dobbiamo essere presenze di semplicità, di limpidezza, di trasparenza, uomini e donne di fede, di bontà e di tenerezza. Impariamo a vivere, con l’aiuto potente dello Spirito Santo, in allegria e nell’ottimismo, dando significato alla vita, al dolore, alla trascendenza in ogni cosa.

Maria, la Madre di Dio e della Chiesa, di tutti noi, rischiari le nostre menti, rafforzi la nostra volontà, illumini la nostra vita; ci aiuti a cercare i valori, ad approfondirli e a difenderli; a cercare Cristo, ad amare Cristo, a testimoniare con la vita Cristo risorto e vivo, operante nel cuore dell’umanità.

Don Adriano



Aprile 2012 | Pasqua: sacramento di amore salvifico di Cristo per l'uomo

Carissimi,
impegniamo tutte le nostre energie spirituali per vivere quotidianamente il dono sublime della Pasqua del Signore: Cristo Gesù è la nostra Pasqua! È lui la fonte della nostra vita, della risurrezione e della pienezza di grazia.

È Lui, Cristo Signore che nella passione ci ha liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato trasmesso a tutto il genere umano. È ancora Lui che ci libera dal male causato dal peccato; che guarisce le nostre ferite sanguinanti provocate dall’odio, dalla guerra, dall’egoismo, dal rancore, dall’ira, e dall’invidia, dalla gelosia, dalla sete di potere, dalla sfrenata ricchezza, dalla vanagloria e dalle varie dipendenze che tendono ad annullare la personalità dell’uomo.

Ci dice stupendamente J. Maritain: «Se gli uomini sapessero… che Dio “soffre” con noi e molto di più di noi di tutto il male che devasta la terra, molte cose cambierebbero senza dubbio e molte anime sarebbero liberate».

Noi, celebrando la Pasqua del Signore, celebriamo l’Eucaristia: Pane dell’amore misericordioso di Dio, Padre buono, di Cristo Gesù e dello Spirito Santo; noi celebriamo il sacrificio del Calvario: questa è la novità della Pasqua cristiana!

È l’amore di Cristo Gesù per il Padre e per tutta l’umanità che si dona sempre “sino alla fine…”. È proprio in questo infinito amore donato che noi viviamo con intensità di fede il grande mistero della passione, morte e risurrezione del Signore.

Ecco perché quando partecipiamo all’Eucaristia dobbiamo sempre avere lo sguardo e il cuore fissi in Cristo Gesù sulla Croce, sul Calvario, luogo dove Gesù pronuncia il “tutto è compiuto!” (Gv 19, 30).

È bello quando sentiamo pronunciare, nel cuore della celebrazione eucaristica, Pasqua del Signore, le parole di Gesù ricche di vitalità, di amore e di grazia: “Questo è il mio corpo, che è per voi; …questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete, in memoria di me” (1Cor 11, 24-25).

Ecco, carissimi, la grande “ora” della Pasqua, dell’Eucaristia: Dio manifesta tutto il suo amore in Cristo Gesù nello Spirito Santo all’uomo povero, peccatore, debole e fragile. È l’“ora” dell’amore misericordioso donato a tutta l’umanità e glorificante: “Li amò - ci dice il Vangelo - sino alla fine” (Gv 13, 1).

Dio mai cessa di amare l’uomo! Pertanto San Paolo ci invita a dire con la vita: “Di null’altro mai ci glorieremo se non della Croce di Cristo Gesù, nostro Signore: Egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di Lui siamo stati salvati e liberati” (cfr Gal 6, 14). Amen.

Don Adriano


Marzo 2012 | La carità ci rende capaci di amare

Carissimi,
percorriamo questo cammino quaresimale, tempo forte per la nostra conversione, esercitando, con fede e amore, la carità di Cristo Gesú nel nostro quotidiano.

Non dimentichiamo che il centro dell’annuncio cristiano è l’amore fraterno e generoso.

Ci dice stupendamente san Giovanni nella sua prima lettera: “Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri” (1Gv 3, 11).

In questa quaresima vogliamo intensificare la nostra preghiera e la vita eucaristica per crescere nella carità disponendoci con gesti di amore e con l’esercizio delle virtù umane. Tanti fratelli e sorelle aspettano da noi questo nobile servizio. Noi siamo chiamati ad amare Dio e i fratelli.

Tenendo sempre ben presente che l’amore, la carità di Cristo vissuta intensamente nel nostro vivere, porta sempre grande gioia. Un ateo confidava a un gruppo di credenti: “Io, per il mio ateismo da alimentare, ho bisogno della vostra tristezza. La vostra gioia è la mia crisi”. Scrive Bernanos: “Te lo dico io chi è il contrario di un popolo cristiano: … è un popolo triste”. “Chi non ama – ci dice san Giovanni – rimane nella morte”, nella tristezza… “In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1Gv 3, 14.16).

Madeleine Delbrêl prega così il Signore e noi con lei: “Signore, insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana come un vestito da ballo, che ci fa amare di Te tutti i particolari. Facci vivere la nostra vita, non come un gioco di scacchi, dove tutto è calcolato, non come una partita dove tutto è difficile, non come un teorema che ci rompe il capo, ma come una festa senza fine, come un ballo, come una danza, fra le braccia della tua grazia, nella musica che riempie l’universo d’amore”.

E Raoul Follereau afferma: “Siate esigenti sul dovere di amare, non cedete, non venite a compromessi, non retrocedete”.

Arricchiamo quindi il nostro cammino quaresimale con la gioia di esercitare sempre la carità di Cristo.

Don Adriano



Febbraio 2012 | L’amore di Dio apre il nostro cuore agli altri

Carissimi,
l’amore di Dio è la nostra forza e la nostra vita; vissuto con fede si fa gioia nel servire chi ha bisogno di amore, chi è malato, sfiduciato e indigente.

Quando Gesú nell’ultima cena lava i piedi ai discepoli, il Vangelo di san Giovanni dice: “Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine…” “come ho fatto io fate anche voi”: sempre (cfr Gv 13, 1).

Che insegnamento splendido ci dona il Signore! Oserei dire, carissimi, che si è davvero uomini, cristiani, solo se si ama. Ma perché amare? Perché vogliamo credere e testimoniare che ‘Dio è amore’ (cfr 1Gv 4, 16): “Da questo – ci dice Gesú – sapranno che siete miei discepoli, se vi amerete l’un l’altro” (Gv 13, 35).

E san Paolo aggiunge stupendamente: “Non abbiate nessun debito con alcuno se non di amarvi l’un l’altro” (Rm 13, 8).

San Giovanni della Croce afferma: “Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore”. Allora non dobbiamo mai stancarci di credere nell’amore di Dio. Attenti, però, di non intendere l’amore come ricerca che va dove c’è più da ricevere, ma l’amore vero deve essere inteso come dono che si orienta verso chi ha bisogno. Questa è la grande legge dell’amore che ha caratterizzato lo stile di Gesú che è venuto per amare i malati, i poveri, i prigionieri, gli afflitti.

L’amore di Dio manifestato da Gesú nello Spirito Santo a tutta l’umanità è un amore che pensa solo a donare, a donare sempre; è un amore dinamico che mai viene meno, ma che sempre ama. L’amore di Dio è come una colata piena di grazia che si riversa su tutta l’umanità e su ciascuno di noi; è l’amore del Signore che lo Spirito Santo diffonde nei nostri cuori, è l’Amore che viene ad abitare nel cuore dell’uomo e lo fa palpitare di gioia nel sentirsi amato e nel donare amore. L’amore di Dio è un amore gratuito; non solo, ma Dio non ci ama perché siamo buoni, ma vuole renderci buoni amandoci. Il Suo sguardo si posa su di noi e su di noi si posa il Suo amore.

Anche noi con santa Teresa vogliamo poter dire: “Ho trovato la mia vocazione: l’amore; ho trovato la gioia di vivere; ho trovato la gioia di servire il prossimo, fratelli e sorelle bisognosi, sofferenti, nella carità di Cristo Signore”.

O Maria, accompagnaci tu in questo cammino, amando come tu hai amato; servendo come tu hai servito; pregando come tu hai pregato. Amen.

Don Adriano




Gennaio 2012 | In cammino verso la pienezza del tempo

il tempo è un prezioso dono del Signore, che porta avanti il cammino della vita, ci immerge sempre di più nel Suo amore misericordioso; ci invita a convertirci con la forza della preghiera, a camminare sulla via della santità animata dal dono della fede, della speranza e delle opere di carità; arricchisce la nostra stupenda vocazione alla vita con l’esercizio della bontà, della tenerezza e della carità.

Quante persone aspettano da noi un aiuto, un sorriso, un servizio caritatevole fatto con gioia e con amore! Quanti aspettano ancora da noi il perdono, un perdono che rigenera a vita nuova affinché tutto venga perdonato perché tutto fortemente e intensamente amato.

È l’amore Dio che ci dona la gioia, quella vera di perdonare amando.

Il nuovo anno richiede un cuore nuovo e uno spirito nuovo, una vita nuova, una vocazione alla famiglia rinnovata, una vita consacrata maggiormente impegnata, una carità infuocata d’amore di Dio, della gioia di servire il Signore Gesú, con fede e con gioia, nei poveri, negli indigenti, nei bisognosi, nei malati e nei sofferenti.

Questo nuovo anno deve essere un tempo speciale di grazia: ricco di grazie e di benedizioni del Signore.

Anche noi, come Maria, maestra di vita, Madre di Dio, Madre della Chiesa e di tutti noi, che ebbe la missione di portare al mondo Gesú, il Salvatore di tutti gli uomini, siamo chiamati a testimoniare con la vita e con le opere che il Verbo di Dio, Cristo Gesú, si è incarnato, che è venuto in mezzo a noi assumendo la nostra povera condizione umana per donare al cuore di tutta l’umanità la pienezza dell’amore di Dio.

L’essere cristiani, ci dice il Vangelo di san Giovanni, significa “essere nella carità” e nell’amore (cfr 1Gv 1, 3; 5,2); “restare nella carità”, nell’amore (cfr Gv 15, 10; 1Gv 4, 16); “camminare nella carità” (2Gv 1, 6).

Impegniamoci in questo nuovo anno a vivere con fede e speranza il dono della famiglia, dei figli, dei genitori, del lavoro, della missione quotidiana facendo del bene e operando instancabilmente nella carità. Solo così la benedizione di Dio, Padre buono e misericordioso, potrà accompagnarci nel nostro cammino di vita e arricchirci della Sua grazia.

Pertanto, carissimi, Dio vi benedica e vi protegga; faccia brillare il Suo volto su tutti voi, vi sia propizio e vi conceda pace (cfr Numeri 6, 22-27), amore, speranza, fiducia e bontà.

E tu, o Maria, Madre di Dio, della Chiesa e di tutta l’umanità, sostienici con il tuo cuore materno nel nostro cammino di vita, di conversione e di santificazione.

Don Adriano