| Lettere a Don Adriano | 2010


Torino, 10 agosto 2010

Carissimo don Adriano,

Grazie per questo ritiro spirituale! Bellissimo, interessante e assolutamente attuale sull'argomento della "verità": come sempre sai portare la Parola del Signore nella realtà che dobbiamo affrontare quotidianamente facendoci comprendere come essa sia veramente Parola viva ed efficace anche oggi e non solo duemila anni fa! Ho cercato di fare una "sintesi" del tuo insegnamento, e avendo dovuto effettuare dei tagli mi è stato difficile scegliere un argomento piuttosto che altri, e quindi per fare ciò ho tenuto conto di quelli che più hanno colpito i giovani analizzando il loro dibattito in gruppi. Certamente il tuo bellissimo insegnamento è stato esaustivo e spero che la mia sintesi possa almeno indurre alla curiosità spronando che erano assenti a partecipare ai prossimi ritiri. Ti ringrazio per l'ospitalità che ci hai offerto: la sera abbiamo avuto la possibilità di raccoglierci in preghiera e meditando i tuoi insegnamenti sulla Parola di Dio, senza perderci in "chiacchiere inutili". Questi ritiri sono fonte preziosa di approfondimento del cammino e di incontro con il Signore senza perdite di tempo.

Mi è piaciuto tantissimo il servizio di accoglienza il sabato mattina, perché mi ha fatto toccare con mano come a volte un semplice sorriso e la gentilezza possano essere grande cosa per chi è immerso nella sofferenza.

Spero di poter trascorrere qualche giorno di agosto con gli anziani ospiti nel Monastero abbaziale donando il mio servizio e ascoltare le loro storie di vita: mi sono accorta che molte persone hanno bisogno di parlare trovando qualcuno disponibile ad ascoltarle con pazienza e con dolcezza. Questa è la vita: la vita è relazione, ma troppo spesso siamo talmente assorbiti dalle cose materiali da tralasciare i bisogni dell'anima! Eppure è lì che troviamo Dio, la nostra vera felicità, la verità che ci rende liberi dalle schiavitù odierne.

Grazie ancora di tutto quello che fai per noi.
Carla Busso





Torino, 26 giugno 2010

Carissimo don Adriano,

tanti auguri e felicitazioni per i tuoi 33 anni di sacerdozio! Davvero sei stato per tutti noi e per tutte le persone che si rivolgono a te un dono del Signore! Tu hai sempre una parola di conforto e di incoraggiamento per ognuno, e sai infondere speranza ed entusiasmo.

Ogni giorno penso che sono stata davvero fortunata ad averti conosciuto insieme al Cenacolo e ad aver trovato così una stupenda famiglia spirituale di gente in cammino verso il Signore.

Grazie perché tu, fondatore, padre spirituale, guida, animatore, sei il nostro prezioso amico e confidente, la persona su cui sappiamo di poter contare sempre. Da te dobbiamo solo imparare; come te dovremmo saperci accogliere l'un l'altro con semplice disponibilità e con il sorriso.

Apprezzo molto i tuoi insegnamenti e il tuo insistere sulla carità e sul perdono. Solo col perdono reciproco, un perdono reale che non lasci spazio a rancori serpeggianti, potremo cementare bene nel tempo l'amicizia fra di noi all'interno del Cenacolo: e solo con la carità verso i poveri e i sofferenti, condivisa nel servizio comune, possiamo sentirci uniti nell'unico Spirito, sapendo di lavorare nella vigna del Signore. Eh sì, caro don Adriano, il Cenacolo che hai fondato è proprio una vigna del Signore, un luogo non solo "metafisico" di preghiera, ma anche proprio un luogo reale, anzi più luoghi reali dove svolgere dei servizi concreti in cui la preghiera e l'adorazione si trasformano materialmente in carità: questo è un vero miracolo!

Se penso a tutto ciò che hai saputo fare, grazie al tuo abbandono fiducioso nelle mani del Signore e ai Suoi progetti su di te, non posso che restare ammirata.

Quanti cosiddetti "top manager", nel mondo del lavoro, credono di essere persone di successo, ma la loro opera non può paragonarsi a ciò che hai realizzato tu, spiritualmente e materialmente, in pochi anni: il restaurato del Monastero abbaziale di Casanova per destinarlo a Casa di preghiera, l’Associazione di Volontariato, la comunità di fede, la mensa dei poveri.

Puoi sentirti pienamente realizzato come uomo e come sacerdote grazie all’intervento della Divina Provvidenza. Inoltre sfido qualunque psicologo a ricevere tante persone quante ne accogli tu in una settimana. Accogliere: questo è sicuramente il tuo tratto distintivo, frutto indubbiamente del tuo immenso amore per il Signore, per i sofferenti, per i malati e per le persone disturbate a livello psichico.

Per me, impegnarmi nel Cenacolo, in qualunque mansione, è una gioia e apprezzo tutto l'impegno che vedo anche nelle altre persone, che svolgono il servizio nella Chiesa della Salute, nel Monastero di Casanova, nella mensa dei poveri e nell’accoglienza in via C. Bossi, ecc. perché tutto sia accogliente e funzionante.

Quello di cui dovremmo essere ben consapevoli, per dare il meglio di noi stessi, è che il Cenacolo non ha un ordine religioso alle spalle che provvede a tutto, come capita in tanti conventi e abbazie, ma si regge unicamente sul tuo sforzo personale di progettare, organizzare e animare ogni attività. Quindi è doveroso per noi impegnarci senza riserve: tu ci dai il tuo esempio di entusiasmo e abbandono fiducioso nella Divina Provvidenza e noi dobbiamo essere grati di questa testimonianza della quale tocchiamo con mano il risultato concreto. Non penso che capiti a molti di sentirsi così fattivamente inseriti in un progetto di Dio.

E' il Signore che ci usa direttamente tramite il Cenacolo e di questo dobbiamo sentirci onorati. E' Lui che ha scelto noi perché trasformassimo la nostra vita, per......trasfigurarci, proprio come il nome che hai scelto per la tua grande famiglia: "Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione".

Ognuno di noi ha un sogno da realizzare, le famose "cose che sono nel segreto del nostro cuore" per le quali tu ci inviti a pregare durante la Messa; mi ha sempre colpito questa frase molto bella e delicata che tu pronunci in un momento toccante della funzione e che riaccende la speranza. E' un po' come il "Chiedete e vi sarà dato" o "Qualunque cosa chiederete al Padre mio nel nome mio, Egli ve la darà", come ci insegna Gesú. Anch’io ho il mio sogno nel cuore come tu sai, ma quando ci penso e prego ricordo quella bella frase che tu ci dicesti un venerdì sera in via Bossi: "Ogni anno che passa gusto sempre di più la gioia di non appartenermi più". E' solo permettendo al Signore di usarci, come hai saputo fare tu, che si realizzano i "miracoli" come il Cenacolo, e per noi vengono esauditi, pregando con fede, i desideri del cuore.

Grazie per esserti offerto 33 anni fa al Signore e per continuare a farlo aiutando i poveri e i sofferenti!

Con grande affetto e stima
Carla